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MARIA DA PENHA: LOTTA IN PRIMA LINEA PER I DIRITTI DELLE DONNE

Maria da Penha Maia Fernandes è una farmacista biochimica, attivista ed autrice brasiliana. Grazie a lei ed ai suoi 19 anni di lotta incessante, nel 2006 il Brasile emanò la legge federale numero 11340 che mira a ridurre la violenza di genere e quella domestica nello specifico. Maria nasce il 1° febbraio 1945 a Fortaleza, inizia i suoi studi in Farmacia e Biochimica all’Università Federale del Cearà e conclude gli studi in Parassitologia in Analisi Cliniche nella Facoltà di Scienze Farmaceutiche dell’Università di San Paolo nel 1977. Maria è oggi una leader dei movimenti femministi, vittima emblematica della violenza domestica. In questo articolo ripercorriamo i punti salienti della biografia della sua vita.

IL CASO DI MARIA

Nel maggio del 1983 l’ex marito di Maria da Penha, le sparò mentre lei dormiva causandole disabilità permanente agli arti inferiori e lasciandola paraplegica. Dopo due settimane di riabilitazione in ospedale, Maria, per paura di reclamare un divorzio o semplicemente una separazione legale, decise di tornare a casa dal marito, il quale questa volta tentò di ucciderla ricorrendo a delle scariche elettriche. Marco Antonio Riveras rimase libero per ben 19 anni prima che il governo brasiliano si rendesse conto della gravità dell’accaduto. Solo dopo anni di militanza continua ed incessante, che include la stesura di un romanzo autobiografico, Maria si vide riconoscere i propri diritti. Nel 2006, infatti, il governo brasiliano emanò una legge contro la violenza di genere domestica che porta il suo nome: “Lei de Maria da Penha”.

Come già annunciato, Maria dovette sopportare 19 anni di vittimizzazione e violenza psicologica prima di essere in grado di rivendicare il proprio diritto ad esistere come donna libera ed autodeterminante. Il caso di Maria è emblematico di quanto la violenza domestica sia intrinseca in un sistema patriarcale ancora troppo incline a minimizzare episodi come quelli vissuti da Maria. Un sistema che regna sovrano in Brasile e che permette agli uomini di avere una condizione di vantaggio nelle proprie relazioni matrimoniali.

LA LEGGE

La “Lei Maria da Penha” numero 11.340, che fu emanata dal Presidente Lula il 7 agosto del 2006, non solo stabilisce sanzioni criminali contro i perpetratori di violenza di genere domestica, ma offre la possibilità di creare attività riabilitative nei loro confronti ed istituisce un personale specifico per il controllo di tali atti. Grazie a Maria da Penha ed attraverso questi cambiamenti legali, il Brasile ha iniziato a riconoscere la violenza domestica come una violazione dei diritti umani e ad evidenziare l’assenza di supporto alle donne vittime di violenza come un problema sistemico dell’ordinamento giudiziario brasiliano.

I RISVOLTI POSITIVI DELLA LEGGE

Questo caso è stato emblematico per riconoscere la violenza domestica come una tematica centrale all’interno dell’agenda pubblica brasiliana. Attraverso le politiche pubbliche sviluppate successivamente a tale legge, inoltre, dal 2006 al 2011 3.364.000 donne brasiliane sono state assistite e supportate ed oltre 331.000 uomini perseguiti con l’accusa di violenza domestica (UN Women 2011). La legge ha avuto dunque effetti positivi dal momento che ha permesso alle donne di identificare determinati atteggiamenti da parte di compagni/mariti/sconosciuti come problematici e/o lesivi. Nonostante il contributo della legge, però, in Brasile si registrano ancora numeri troppo elevati di violenze, stupri, minacce e femminicidi.

L’ISTITUTO MARIA DA PENHA

Maria, successivamente al tentato omicidio da parte di suo marito, ha fondato un’organizzazione non governativa che porta il suo nome e che ha la sede principale a Fortaleza ed una rappresentanza a Recife. La finalità dell’istituto è stata, ed è ancora oggi, quella di sensibilizzare politica e società nel rispetto della legge in questione. È necessario, infatti, che le regolamentazioni di questa legge vengano applicate anche nelle zone più profonde e rurali del Brasile perché tutte le donne hanno diritto allo stesso trattamento e Maria lo sottolinea ogni giorno attraverso il suo attivismo.

GLI INSEGNAMENTI DI MARIA

Dalla storia di Maria sembra chiaro che in Brasile regni incontrastata una cultura estremamente maschilista e patriarcale e Maria, attraverso numerose interviste, ci insegna che l’unico strumento veramente potente per sradicare questo tipo di problematica è l’educazione.

Noi di Large Movements ci teniamo particolarmente ad evidenziare la preziosità di questi insegnamenti ed a rimarcare quanto siano importanti le parole e le azioni dell’attivista in questione, che ci fanno riflettere su quanto educazione e sensibilizzazione siano necessarie per rendere una legge davvero efficace.

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Francesca Vinciguerra

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